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Scia, un vademecum per i progettisti

 
Scia, un vademecumper i progettisti
 
Ok alla nuova procedura per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazioni senza mutamenti di volume e sagoma
 
Resta altal’attenzione dei progettisti sulla Scia, la  Segnalazione certificata di inizio attività che ha sostituito la Dia. Con una nota delMinistero per la semplificazione normativa, lo snellimento delle procedure, introdotto con la manovra estiva, è stato definitivamente esteso all’edilizia.
 
Ministero per lasemplificazione normativa - Segnalazione certificata di inizio attività.Articolo 49 ..
Conversione in legge,con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti ..
La sostituzione però non è sempre automatica, ma deve sottostarea qualche condizione.

Valutazioni preliminari
Come primo passo il progettista deve accertarsi che l’intervento non rientri nei casi di:
  • edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
  • interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
  • interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.

La Scia non sostituisce neanche la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a questadisciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia inalternativa al permesso di costruire:
  • ristrutturazioneche porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
  • nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
  • nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche. 
 
In questi casi la sostituzione della Dia con la Scia non è automatica,ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesseconsiderazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore dellamanovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso dicostruire per alcuni interventi.

In secondoluogo è necessario valutarel’esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobilesu cui si intende intervenire, in presenza del quale si potrà usare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela delvincolo, ma deve accompagnarsi ad essi. 

Applicazione della Scia
Negli altri casi è possibile presentare la Scia,senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l'immobile e iniziare i lavorinello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnicinecessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione, cheha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza deirequisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi eirreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute ela sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sonosostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false omendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicaresanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VIdel Dpr 445/2000.

La Scia si applica quindi a:
- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimentodegli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzodell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permessodi costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso dicostruire.

I casi incerti
Secondo la nota esplicativa dei giorni scorsi,alle Dia già presentate si applica la normativa vigente in quel momento, salva la possibilità per il privato di avvalersi del nuovo strumento presentando una Scia per il medesimo intervento. Sappiamo però che alcuni comuni hanno continuato ad accettare la Dia, dando luogo a due procedure parallele. Applicando alla lettera la nota, potrebbero non essere valide le Dia presentate dopo l’entrata in vigore della manovra i cui lavori, decorsi i 30 giorniprevisti dalla vecchia normativa, sono già in corso.
 
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